Dell’attacco hacker alla Biennale di Venezia si parla oramai da quasi un mese, da quando quel 7 luglio il sito è stato colpito da un cosiddetto Ransomware e sono stati sottratti circa 800 GB di dati personali.
Poco fa mi arriva questo

Con a corredo questa frase:
“Secondo quanto prescritto dall’articolo 34 del GDPR, la informiamo che lunedì 7 luglio u.s., alle ore 9 del mattino, La Biennale di Venezia ha rilevato un attacco informatico ai propri sistemi, condotto da soggetti ignoti, che ha comportato una violazione dei suoi dati personali. Il tipo di violazione subita ha comportato la lettura e la copia di documenti archiviati nei nostri server.”
Ebbene si! Faccio parte dei dati trafugati dai server della Biennale.
Probabilmente i miei se li sono presi perchè “parte del mucchio” in mezzo a quelli di persone davvero importanti, ma fatto sta che posso dire di avere qualcosa in comune con i pezzi da novanta del cinema mondiale, anche se è una cosa non proprio piacevole.
Ma facciamo un passo indietro, visto che di questa cosa non ne avevo parlato ed era un pò che non scrivevo qui:
La mattina del 7 luglio degli hacker hanno scagliato un attacco Ransomware al sito della Biennale di Venezia, bloccando alcuni sistemi e sottraendo circa 800GB di dati tra cui dati personali, bilanci, budget, mail, ecc.
I sistemi infettati sono stati prontamente bloccati ed il tutto è stato ripristinato in pochi giorni, ma i dati erano comunque stati sottratti.
L’attacco è stato rivendicato da INC Ransom inserendo la Biennale tra le proprie vittime.
Dopo qualche giorno è apparso un comunicato su sfondo nero ed una piccola parte dei documenti sottratti era già presente nel Darkweb con la minaccia di pubblicarli tutti.